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Il lavoro svolto da un moderno imprenditore richiede competenze molto ampie, il semplice intuito per gli affari non è sufficiente. In un periodo come quello attraversato dal nostro paese, negli ultimi anni, richiede un allocazione delle risorse efficiente ed efficace, nessuno può permettersi sprechi; per mettere in campo strategie che garantiscano un ottimale allocazione delle risorse bisogna evitare di prendere decisioni in asimmetria informativa. Per ridurre il gap informativo è necessario che l’imprenditore sappia usare tutti gli strumenti a sua disposizione, primo tra tutti è sicuramente il bilancio ( Stato Patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa). È necessario saper intendere “la lingua” che ci parla, spesso gli imprenditori italiani sono completamente a digiuno della materia contabile.

I dati contenuti nel bilancio possono essere letti o interpretati al fine di comprendere con maggiore consapevolezza alcuni aspetti particolarmente rilevanti della gestione aziendale nel suo complesso, e nel particolare.

Nella maggior parte dei casi l’unico dato che prendono in considerazione è il fatturato, spingono al suo incremento senza guardarlo con spirito critico, pochi sanno che il fatturato va visto anche sotto il suo aspetto qualitativo.

Questo, infatti, è uno degli errori più frequentemente commessi dagli imprenditori: concentrare la propria attenzione alla differenza tra RICAVI  e COSTI, verificare che i primi siano quanto più possibile maggiori dei secondi, ritenendo tale circostanza come “la condicio sine qua non” per una gestione economica positiva, da cui emerge  UTILE DI ESERCIZIO.

Questa semplice informazione non è sufficiente e può portare a prendere decisioni di gestione errate, resta quindi sempre necessario implementare un’analisi del bilancio.

Proprio per questa ragione, la semplice lettura del bilancio viene spesso chiamata “analisi formale“: si chiama in questo modo perché ha come obiettivo la verifica della correttezza dei valori scritti nei due prospetti contabili. A questa analisi “formale” si contrappone l’”analisi operativa” perché la sua implementazione è destinata ad ottenere informazioni ben più importanti che servono ai soggetti esterni ed interni all’azienda (i c.d. stakeholders)  per prendere decisioni di carattere operativo, è necessario guardare l’impresa dal punto di vista critico della contabilità.

Non è un caso infatti che il Decreto  legislativo  n.  139  del  18  agosto  2015, abbia recepito la Direttiva 34/2013/UE, abrogando le precedenti direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE (IV e  VII  direttiva)  per  la  parte  relativa  alla  disciplina  del  bilancio  d’esercizio  e  di  quello consolidato per le società di capitali e gli altri soggetti individuati dalla legge. Tra le diverse disposizioni il Decreto  legislativo  n.  139, ha disposto l’obbligo per alcune tipologie di azienda di redare il Rendiconto Finanziario.

Il rendiconto finanziario è un documento contabile, grazie al quale è possibile analizzare la dinamica  finanziaria (flussi di impieghi e flussi di fonti) di un’impresa.

Per dinamica finanziaria s’intende la capacità dell’impresa di generare flussi finanziari (disponibilità liquide) necessari allo svolgimento dell’attività imprenditoriale.

La capacità dell’impresa di generare flussi finanziari garantisce:

  • il pagamento degli interessi passivi;
  • il rimborso dei finanziamenti;
  • il pagamento dei dividendi;
  • il pagamento delle imposte;
  • la copertura degli investimenti in essere;
  • la programmazione di nuovi investimenti;
  • ecc..

 

Lo strumento del rendiconto finanziario è molto interessante per la gestione dei flussi di cassa, poche aziende lo usano facendo un errore molto grave, spesso si rivolgono a professionisti esterni per gestire il proprio budget di cassa ma non è sufficiente, bisogna costruire un rendiconto finanziario che pianifichi  i flussi finanziari nel medio periodo. In questo modo è possibile individuare una posizione finanziaria netta, indicatore importante dello stato di salute dell’azienda, affinché evidenzi la sua esposizione finanziaria immediata.

Con il rendiconto finanziario potremmo capire cosa è successo nella variazione dei saldi di posizione finanziari e capire come si sono modificati i flussi di entrata e di uscita di soldi all’interno dell’azienda.

Per raggiungere questo scopo è necessario osservare tre dinamiche aziendali, che coincidono con le tre gestioni che impattano sulla generazione e distruzione dei flussi di cassa.

Il primo aspetto da osservare  è la gestione reddituale, capirne i meccanismi osservabili nel conto economico passando da una logica di competenza ad una di cassa individuando una serie di voci che sono state imputate come ricavi o come costi ma non hanno generato variazioni di cassa.

Il secondo aspetto, da osservare, è capire come funziona la gestione del capitale circolante osservabile nello stato patrimoniale, questo è uno dei punti deboli di molte PMI. Il focus è sul fatturato, si punta ad incrementarlo senza valutarne la qualità, spesso non c’è una gestione attenta dei magazzini, i fornitori vengono pagati secondo il saldo banca corrente, non c’è una vera gestione dell’attivo e passivo circolante e quindi di solito si vedono dei flussi anche spesso negativi di cassa che impattano sugli aspetti finanziari dell’azienda.

Per capire come funzionano i flussi finanziari dovuti allo stato patrimoniale dovremmo ragionare in termini di impieghi; quando c’è un impiego finanziario si “distrugge” cassa e quando ci troviamo di fronte a fonti di finanziamento si “creano” flussi di cassa positivi. La somma tra il saldo della gestione reddituale e il saldo del capitale circolante ci darà il flusso di cassa della gestione corrente, un indicatore importante della salute del business dell’azienda che per considerarsi sana dovrebbe uscire con un valore positivo, necessario per investire nel terzo aspetto della gestione, dedicata agli investimenti immobilizzati, cioè la parte a lungo termine dell’attivo e passivo patrimoniale, andando ad indicare come funzionano i movimenti dei flussi finanziari.

Il sistema impresa non è un organismo biologico, non possedendo una memoria naturale ed essendo privo della capacità di comunicare, è necessario utilizzare lo strumento del bilancio che rappresenta la memoria artificiale cioè il mezzo di comunicazione di cui si avvale l’azienda e che costituisce il modello economico, finanziario e ne delinea la realtà passata, presente e prospettica. Il bilancio comunque assume sempre più importanza come strumento di informazione per i fruitori esterni, che in esso cercano conferme o informazioni per agire di conseguenza. L’impresa, che inizialmente è nata come un sistema volto alla valorizzazione del capitale e quindi guidata dalla logica del profitto, nell’attuale situazione economica è maggiormente condizionata da: rapporti di scambio che tiene con sistemi esterni con i quali interagisce e che deve tenere in considerazione quando definisce gli obbiettivi da perseguire in quanto, visto il contesto in cui si trova integrata, la sola massimizzazione del profitto potrebbe non bastare senza l‘integrazione di una responsabilità sociale dovuta alla sua posizione; dalla conflittualità dei sottosistemi in cui l’impresa si è integrata, i quali hanno obbiettivi differenti dal profitto.

Proprio per questo sistema in cui l’impresa si trova ad essere integrata, il bilancio non rispetta più solo lo scopo originario di far conoscere la realtà ai portatori del capitale di rischio, ma diviene sempre più uno strumento di conoscenza per tutti coloro che direttamente o meno risultano interessati alla vita dell’impresa. Oggi più che in passato, in una situazione di crisi finanziaria e di scarsità di risorse, dove il panorama di interazione è più ampio e non più confinato in limiti nazionali, il bilancio è una garanzia al corretto funzionamento del mercato.

Per questo motivo Ideaware avvalendosi di consulenti interni ed esterni altamente qualificati si propone di affiancare i propri clienti, nell’acquisire maggiore consapevolezza dello strumento contabile. Le decisione vanno prese cercando di ridurre il più possibile il gap informativo utilizzando i mezzi a nostra disposizione, basare le nostre scelte sull’intuito può premiare fin quando la fortuna è dalla nostra parte.

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